Sanificazione sistemi di condizionamento

Sanificazione impianti

8. Mag, 2020

Sanificazione condizionatori: perché è importante e cosa fare

Avere il condizionatore è oramai imprescindibile se ci si vuole assicurare una temperatura gradevole in casa anche nei mesi più caldi. Il benessere abitativo, però, non si limita a quanti gradi vengono percepiti dal nostro corpo: è importante curare anche la qualità e la salubrità dell’aria che si respira, e per farlo è necessario eseguire una periodica sanificazione e manutenzione dei climatizzatori. Questa operazione è molto importante anche in ottica di efficienza energetica del prodotto.

Respirare aria sana e pulita è importante, soprattutto se soggiorniamo per parecchie ore in ambienti chiusi e in zone con un certo livello di inquinamento dell'aria. Possedere un condizionatore, tuttavia, non è sufficiente per essere "protetti" da questo.

L'unità interna e quella esterna del climatizzatore, infatti, sono spesso sottoposte a polvere, agenti inquinanti e batteri, che potrebbero essere diffusi nell'abitazione e mettere a "rischio" la nostra salute. Ecco perché è importante effettuare un’annuale sanificazione del climatizzatore, per migliorare il comfort ed evitare che polveri e batteri si annidino.

Per la tutela del pianeta nuovo gas R32 

Con il nuovo refrigerante R32, si ottengono numerosi vantaggi a beneficio dell’ambiente in cui viviamo infatti; è molto efficiente dal punto di vista energetico e consente di usare una minore carica di refrigerante rispetto alle stesse unità con R410A ed ha un basso valore GWP (potenziale di riscaldamento globale). Per tali motivi, l’R32 rappresenta una valida soluzione per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Regolamento europeo sui Gas Fluorurati (UE) n° 517/2014. Le operazioni di installazione e manutenzione sono simili a quelle usate per l’R410A e trattandosi di un gas puro, il nuovo refrigerante (R32) presenta maggiore facilità nelle operazioni di recupero ed eventuale riutilizzo. Il refrigerante R32 appartiene alla categoria dei refrigeranti a bassa infiammabilità (classe 2L secondo lo standard ISO 817) perciò è importante considerare e rispettare le normative di sicurezza europee, nazionali e locali relative alla movimentazione, stoccaggio ed installazione delle apparecchiature contenenti tale refrigerante. Inoltre, va considerato che l’R32 è un refrigerante a bassa tossicità; appartiene infatti alla stessa categoria di scarsa tossicità dell’attuale refrigerante R410A e può essere utilizzato in modo sicuro nella maggior parte dei climatizzatori d’aria.

norme installazioni condizionatori

Norme su installazioni di impianti di condizionamento

 Troppi sono gli installatori improvvisati e senza nessun titolo, senza nessuna esperienza del settore che non hanno nessuna cognizione di quanto sia importante realizzare un buon impianto e soprattutto come intervenire in caso di problemi.

Il nuovo regolamento risponde in particolare all’esigenza di ridurre il rischio di emissione dei gas florurati, detti anche F-gas. Si tratta di sostanze che pur non intaccando lo strato di ozono, vanno comunque ad agire sul riscaldamento globale, un problema che continua a preoccupare non poco le istituzioni, anche sulla base delle ultime preoccupanti notizie secondo le quali il Polo Nord potrebbe rimanere senza banchisa entro il 2050.Non farlo, sottopone peraltro il trasgressore al rischio di una sanzione estremamente elevata, oscillante tra un minimo di 500 e un massimo di 6mila euro. Meglio quindi seguire alla lettera il nuovo regolamento, che essere costretti a pagare una multa tale da far rimpiangere il momento in cui si sia deciso di non dargli corso.

Il cliente non sa che i CAT (o SAT) non riconoscono e fanno decadere la garanzia quando l'installazione che spesso fatta da personale senza nessun possesso di patente e certificazione aziendale e dove si presenta un difetto nell’installazione; la maggior parte delle segnalazioni di guasti riscontrati entro i primi mesi di funzionamento, riguardano proprio malfunzionamento dipendenti dalla perdita parziale o totale del gas del circuito causa cattiva installazione. Per concludere il discorso relativo alle novità riguardanti l’installazione di condizionatori e l’obbligo di certificazione, non resta quindi che andare a vedere chi siano a norma di legge gli operatori specializzati, ovvero coloro che possono montare un impianto di climatizzazione e, di conseguenza, rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto. Allo stesso tempo va comunque sottolineato come anche il montaggio e l’installazione di un condizionatore siano oggetto di detrazioni fiscali.

La certificazione FGAS da parte del personale che opera sulle apparecchiature fisse di condizionamento dell’aria, di refrigerazione e di pompe di calore contenenti gas fluorurati a effetto serra è obbligatoria. Questo dal momento in cui in Italia il DPR n. 43 del 27/01/2012 ha reso necessario applicare il Regolamento Europeo n. 842/2006 sui gas fluorurati a effetto serra. Dal primo gennaio 2015possono operare quindi su queste tipologie di impianti solo le imprese certificate FGAS.

Lo stesso vale anche per la vendita e l’acquisto dei gas fluorurati, che possono essere effettuate solo da imprese in possesso della certificazione FGAS o che si avvalgono di personale certificato. Quindi ogni fornitore deve tenere un registro per tracciare acquisti e acquirenti. Senza la certificazione in oggetto, inoltre, nessun tecnico può installare un condizionatore nuovo.

I rischi per la mancata certificazione FGAS

Come abbiamo visto quindi il tecnico che effettua una qualsiasi delle operazioni descritte inerenti ai gas fluorurati e all’installazione di impianti di condizionamento dell’aria e refrigerazione deve obbligatoriamente avere la certificazione FGAS. Qualora un cliente accettasse il lavoro da parte di un installatore non certificato, il rischio in cui incorre è di pesanti sanzioni amministrative e pecuniarie, come specifica il DL n.26 del 05/03/2013. Ovviamente anche l’installatore abusivo rischia lo stesso.

Elenco delle sanzioni per mancata certificazione FGAS sui climatizzatori

Per quanto riguarda le sanzioni previste, vediamole nel dettaglio:

  • la persona che non controlla quanto previsto dall’articolo 3 paragrafi 2,3,4 del regolamento in conformità a quanto disposto dai regolamenti europei n. 1497/2007 e n. 1516/2007 è punita con sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 € a 100.000 €;
  • se nel controllo invece la persona si avvale di personale che non è in possesso di certificazione FGAS come indicato all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 € a 100.000 €;
  • se la persona, nell’attività di riparazione delle perdite di cui all'articolo 8 del regolamento n. 1516/2007 e all'articolo 5 del regolamento n. 1497/2007, non si avvale di personale con certificato FGAS di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 € a 100.000 €;
  • se la persona non tiene il registro dell'apparecchiatura di cui all'articolo 2 del regolamento n. 1516/2007 o il registro del sistema di cui all'articolo 2 del regolamento n. 1497/2007 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 € a 100.000 €;
  • se la persona tiene i registri in modo incompleto, inesatto o non conforme alle disposizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento, e di cui all'articolo 2 del regolamento. 1497/2007 e all'articolo 2 del regolamento n.1516/2007 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 € a 100.000 €, lo stesso se l'operatore non rispetta il formato di cui all'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43;
  • se l’operatore non mette a disposizione dell'autorità competente, di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, o della Commissione europea i registri è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 € a 5.000 €.

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